|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
modifica GavaveneziaDisegnatore satirico veneziano, collabora con riviste on-line e tradizionali. L'indirizzo del suo blog www.gavavenezia.it è il nome di un tipo di bilancia(talvolta si trova anche il termine basculla). Tuttavia non è più riconoscibile esattamente quale bilancia, poichè nel tempo, progressivamente, se ne è persa la caratteristica essenziale. Qualcuno la identifica come la classica bilancia a fulcro centrale (quella che viene usata per esemplificare la giustizia); altri con quella che fino a cinquanta anni fa usavano i venditori dei mercati:ha un lungo e fine braccio metallico fornito di tacche sulle quali si sposta il contrappeso; dal lato opposto al fulcro, che ha un gancio di sostegno, sta l'oggetto da pesare, quasi sempre appoggiato su un largo piatto metallico sostenuto da tre catenelle. Tuttavia il nome esatto di questa bilancia è stadera. Altri ancora chiamano bascula la grande bilancia con il piano metallico piatto su cui si pone l'oggetto da pesare e che ha più in alto (come una ringhiera di un balcone) la parte misuratrice con su cui scorre il contrappeso. Quest' ultimo, quando è in equilibrio in un punto, permette la lettura del peso esatto. E' la bilancia dei mercati all'ingrosso, dei mugnai, ecc. " a bascula" è anche la defnizione di alcuni movimenti o di alcuni meccanismi: all'interno di orologi, nel meccanismo di sparo del fucile, e, ancora più semplicemente, l'apertura verticale di alcune porte di garage. Ne discende che il modo ormai comune di definire "basculante" un movimento non ha preciso legame con il termine "bascula". modifica Museo delle CultureIl Museo delle Culture è uno dei tre Musei che fanno parte del Polo Culturale di Lugano. Il Museo delle Culture conserva la maggior parte delle opere d'arte etnica che l'artista e collezionista ticinese Serge Brignoni (1903-2002) raccolse nel lungo periodo che va dal 1930 alla metà degli anni '80, quando decise di donarle alla Città di Lugano. La collezione museale testimonia dunque, in primo luogo, il legame fra le forme della creatività delle culture dei «Mari del Sud» e l'oggetto che le Avanguardie artistiche del '900 discussero nei loro circoli e cercarono di realizzare nelle loro opere. Le opere conservate al Museo sono espressione d'una scelta raffinata che privilegia i manufatti di migliore fattura e sa riconoscere fenomenologicamente le espressioni di un'arte non ancora acculturata. I generi e le provenienze geografiche, seppur con qualche significativa eccezione, rispecchiano quelli maggiormente diffusi nelle raccolte europee, australiane e nordamericane della metà del Novecento e non manca quasi nessun «pezzo» di quelli che furono considerati gli oggetti irrinunciabili del collezionismo dell'epoca. Particolarmente evidente è il gusto per opere scultoriche, segnate da contenuti e modalità creative di carattere espressionistico e da una particolare ricchezza del disegno e della decorazione pittorica. Sin dalla sua nascita, il Museo è ospitato all'Heleneum, una villa in riva al lago costruita fra il 1930 e il 1934 da Hélène Biber, una volitiva signora cosmopolita che vi abitò sino al 1967. Il parco dell'Heleneum, è un piccolo gioiello botanico dove, grazie a un microclima particolarmente mite, che si trova solo in questa zona del Luganese, crescono piante mediterranee, tropicali e subtropicali. Il percorso espositivo del Museo si articola nelle sale rivolte verso il lago di tutt'e i tre piani dell'edificio. Al pian terreno si trova l'area destinata alle esposizioni temporanee, ai due piani superiori l'esposizione permanente le cui opere sono periodicamente aggiornate. L'atrio ospita alcune opere di rilevante importanza, fra le quali un ricco fregio walik che raffigura due coppie di personaggi mascherati che indossano sul petto medaglioni arekap, da cui deriva, per stilizzazione il marchio del Museo. L'esposizione permanente è allestita al primo e secondo piano dell'edificio. Il percorso espositivo è stato concepito come un immaginario viaggio geo-culturale attraverso le principali aree documentate dalle collezioni del Museo. Inoltre per ciascuna sala, in una dimensione prettamente multifocale, si propone al visitatore di osservare le opere secondo quattro distinti livelli di lettura in modo da permettere una riflessione su: - il viaggio nei Mari del Sud e la "scoperta" primitivista dell'opera d'arte etnica (visione etica). Si tratta al contempo del "viaggio" interiore degli artisti europei delle avanguardie e del viaggio concreto compiuto dall'Occidente verso il più estremo degli orienti. In tale prospettiva s'intende sottolineare la presenza di una sorta di vera e propria koinè che lega fra loro le espressioni creative di una vasta area culturale che dall'India orientale, attraverso l'Indocina e il Sud-Est asiatico, giunge sino alle Hawaii e all'isola di Pasqua; - le strutture culturali e sociali che contraddistinguevano gli "ethnos" di cui erano parte integrante gli artisti che hanno creato le opere esposte. La scelta monografica ricade qui naturalmente sulle culture meglio documentate dalle opere del Museo: India, Sud-est Asiatico, Borneo, Asmat, Maprik, Golfo di Papuasia e Arco melanesiano, Sepik, Nuova Irlanda e Polinesia; - un tema di particolare rilevanza antropologica collegato alla visione del mondo delle culture in questione (visione èmica); - uno o più caratteri salienti e le peculiarità dello stile elaborato dalle culture delle aree presenti nel percorso espositivo. Le esposizioni temporanee del Museo delle Culture sono articolate in tre appuntamenti annuali: il ciclo intitolato «Esovisioni» è dedicato all'esotismo nella fotografia d'arte del primo Novecento; il ciclo intitolato «Dèibambini» è dedicato al rapporto pedagogico e creativo che nasce dall'accostamento dei più giovani all'arte etnica; il ciclo «Altrarti» è dedicato all'approfondimento monografico della complessità dei valori d'una particolare espressione d'arte e di cultura. Ogni esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico illustrato. Le attività del Museo si fondano sulla ricerca scientifica svolta dal suo staff e dagli altri collaboratori, in raccordo con musei, atenei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Per tale motivo, il Museo è inoltre sede d'attività seminariali e d'alta formazione: insegnamenti universitari, corsi d'aggiornamento e laboratori d'antropologia e museografia. La Biblioteca e l'Archivio iconografico del Museo sono aperti al pubblico dal Martedì al Venerdì dalle 15.00 alle 17.00. Il catalogo della Biblioteca è consultabile on-line all'indirizzo WEB: http://aleph.sbt.ti.ch/F I depositi del Museo sono visitabili su appuntamento e ospitano un Laboratorio di Conservazione e Museotecnica attrezzato per le necessità del Museo e per eventuali consulenze specialistiche a terzi. L'offerta educativa è svolta da personale specializzato e prevede atelier per l'infanzia, visite guidate, visite-conferenza e altre forme divulgative che possono anche adattarsi su misura alla richiesta dell'utenza. Su appuntamento, il Museo offre ai visitatori anche una visita guidata del parco e della villa. Il Museo mette inoltre a disposizione i suoi spazi architettonici e il suo parco per meeting, eventi speciali e quale set per servizi fotografici e riprese cinematografiche. modifica SEAMEN MILANOEra il 25 gennaio 1981 Marco Mutti stava guardando Eagles/Raiders Superbowl n. 15 e vede con Dan Peterson, Marco Del Freo che invita ad andare al Giuriati per avvicinarsi al football. Marco insieme ad Alessandro Blesi amico di quei tempi vanno al campo per vedere se ci si può allenare e dall'alto dei suoi 19 anni li spinge a fondare una squadra, lo guardano perplessi e poi, perchè no! In quel perodo c'era voglia di far casino e frequentavano Pane e Farina e per così dire, in mezzo alla gente e ad amici della stessa età spargono la febbre del Football, conoscono Mauro Rivoltella, istruttore in Palesta al CSKS di via Maffei e si fa coinvolgere, da quel momento inizia la corsa. La corsa alle adesioni, 10/20/30 e nel giro di qualche mese si organizza il primo allenamento all'Enotria a Crescenzago e si inizia l'autotassazione, Mauro che da "Guastatore" in Marina spinge per il Nome di SEAMEN che a Milano non ci azzeccava molto, ma alla fine è stato votato all'unanimità, e Germano Giovetti si fa carico di studiare il logo! Quasi 60 giocatori al primo allenamento seguiti da De Tommasi, Del Freo, Jacopo Nardi Ma erano senza soldi per comprarsi le armature. Nel gruppo c'era ROCCO MIRANDA che giocava Cornerback ed era commesso da Armani in via S. Andrea, e organizza un incontro con Sergio Galeotti, socio di Giorgio Armani, tempo 36 ore la Armani SPA era proprietaria della società. Sergio Galeotti Presidente Mauro Rivoltella General Manager Marco Mutti Segretario Generale Alessandro Blesi alla cassa A febbraio del 1981 arrivano finalmente negli uffici della Giorgio Armani, le fatidiche Armature, sessanta con i Caschi Blue Navy e le maglie Blu con decori Neri Argento e Bianchi, primo ritiro faraonico a Forte dei Marmi corse sulla spiaggia alle 7 del mattino allenamenti estenuanti e partita finale il 9 marzo 1982. SEAMEN MILANO vs. RHINOS MILANO, campioni in carica. Partita travolgente finisce 0 a 50 ossa rotte musi lunghi, ma non era andata così male ma da qui nasce la breve ma intensa storia dei SEAMEN. modifica Agapito MiniucchiAgapito Miniucchi nasce il 26 settembre 1923 a Rocca Sinibalda (Rieti), (all'epoca fa ancora parte del territorio dell’Umbria). Trascorre 1’infanzia e la giovinezza a Pesaro, dove partecipa attivamente alla Resistenza. Laureato in Medicina e Chirurgia, inizia ad esercitare la professione di dentista. Nei primi anni Cinquanta si appassiona alla pittura e già nel 1953 tiene la prima personale mostra a Terni. Poi nel 1968 si avvicina alla scultura, utilizzando dal legno giunge ad utilizzare antiche traversine dei binari ferroviari. Con queste realizza a partire dal 1970 una serie di sculture dette “totem”. L’artista poi utilizza altri materiali quali: pietra, cuoio e vimini. Alla fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, Miniucchi realizza opere monumentali, utilizzando l’acciaio, il ferro e la pietra. Negli anni 1979-1983 realizza due grandi sculture in acciaio Corten per il progetto “Reditus ad origines”, rispettivamente delle dimensioni (11 x 5,70 x 5,20 metri e 6 x 2,50 x 6 metri). L’artista ha poi continuato la ricerca e la sperimentazione di materiali e forme, esponendo le sue opere in numerose esposizioni e musei in Italia e in tutto il mondo. Queste le parole con cui l’artista introduce l’opera “Reditus ad origines”: “Terra, aria, cielo, sole (luce-ombra). Un itinerario metaforico lungo il quale, dalle incerte strade della civiltà, si attraversa una scultura portale, imponente "limen" iniziatico (che permette il passaggio a una sola persona) per entrare in una seconda scultura dove, fasci di luce, come spade, danno la sensazione di perdere uno status, di ridurci ad una larvalità strenuamente introspettiva limitata a condizionante. Finalmente, dal travaglio della stretta emotiva, nei veli del mistero, una falce di cielo scende, come un respiro, sugli occhi aperti al desiderio della conoscenza. E torna Odisseo”. modifica Adriano Grandemodifica BIOGRAFIAAdriano Grande è stato un rilevante poeta del novecento italiano, nato a Genova nel 1897 è vissuto a Roma dal 1934 fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1972. Apparteneva alla cosiddetta “linea ligure” di quel gruppo di poeti post-vociani e post-rondisti che, nel primo dopoguerra, diedero nuova e vigorosa fioritura alla lirica italiana sollevandola su piano europeo. Ha fondato e diretto le riviste letterarie “Circoli”, “Maestrale” e “Persona”. Ha cominciato a pubblicare poesie nel 1920 sul “Baretti” di Piero Gobetti, presso le cui edizioni apparve nel 1926 il suo primo libro “Avventure”. Della sua poesia si è interessata, negli anni, la più rigorosa critica letteraria, osservando tra l’altro come, nelle avventure formali della lirica del novecento, nate da esperienze antiretoriche e da esigenze di sintesi lessicale e musicale, l’opera di Adriano Grande abbia sempre tenuto fede alla linea melodica connaturata alla nostra lingua, puntando su un ideale di perspicua classicità intesa in senso moderno, pur senza mai cedere alla moda del gratuito analogismo che per anni tenne il campo in Italia. La sua ispirazione si giovava d’un apprendimento pittorico ed elegiaco della realtà naturale, e sfociava in un senso cristianamente religioso dell’esistenza. Come poeta ha riportato diversi premi (“Siena”, “Taormina”, “Roma”, “Napoli”, “Bergamo”, “Fiuggi”, ecc.) e come narratore anche un premio “Teramo”. E’ stato anche autore di teatro: una sua specie di farsa filosofica, “Faust non è morto”, rappresentata a Roma nel 1935, è stata un “manifesto” per il ritorno allo spettacolo di poesia, affidato più alla validità dei testi che all’abilità dei registi. Un altro suo dramma, “Gli angeli lavorano”, fu premiato a San Miniato. Dall’età di sessant’anni si è dedicato alla pittura, e quale pittore naif è stato invitato alle maggiori mostre nazionali e straniere ed ha tenuto varie personali, con notevole successo. modifica OPERE DI ADRIANO GRANDEPOESIA Avventure, Torino, 1926; La Tomba verde, Torino, 1929; Nuvole sul greto Genova, 1933; Alla pioggia e al sole, Lanciano, 1936; Poesie in Africa, Firenze, 1938; Strada al mare, Firenze, 1943; Fuoco bianco, Milano, 1950; Preghiera di primo inverno, Roma, 1951; Canto a due voci, Siena, 1954; Consolazioni, Roma, 1955; Avventure e preghiere “scelta”, Roma, 1955; Su sponde amiche, Padova, 1958; Stagioni a Roma, Padova, 1959; Acquivento, Sarzana, 1962; Avventure e La Tomba verde (ristampa), Milano, 1966; La Tomba verde (ristampa), Genova 2003.
La legione Parini da Sabaudia a Diredaua, diario di guerra, Firenze, 1938; Ritratto di Genova (con ill. di Enrico Paulucci), Torino, 1940; Ritratti, Venezia, 1941; Andrei , l’onesto (romanzo), Milano, 1970. TEATRO Faust non è morto, Genova, 1935. TRADUZIONI De Vigny, Giornale di un poeta, Roma, 1944; De Sade, La moglie pudica, Roma, 1945; G. Bernanos, Diario di un curato di campagna, Milano, 1946; Jules Renard, Romanzi e storie naturali, Roma, 1951.]][[Immagine: ROBINSON E VENERDI di Daniel Defoe Riassunto: |
| All Right Reserved © 2007, Designed by Stylish Blog. |